Lattuale, ristrutturato teatro Verdi, da alcuni anni autentico fulcro non solo del nostro Comune, ma di tutta la provincia, di rinnovato interesse per larte teatrale e per la lirica in particolare, ha una affascinante storia quasi centenaria. | |
La costruzione risale infatti ai primi anni del 900 (linaugurazione nel novembre del 1913) ed è subito pensato e progettato nel contesto della Casa del Popolo voluta dal capo lega buscoldese Giuseppe Bertani. Si tratta di unopera colossale per quel periodo e per quei committenti: simbolo della novella polis socialista, è collocata al centro del paese ed è un edificio con 45 locali e comprende una sala di lettura, un caffè, due sale da osteria, un negozio di alimentari, una latteria, una macelleria, cinque magazzini, un forno a carbone e diversi locali da abitazione per i gestori. Il teatro, con platea e loggia capaci di varie centinaia di spettatori, rappresenta il cuore di questa grandiosa realizzazione che colpisce lallora fantasia popolare e desta linvidia di altri. |
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Con laffermarsi del fascismo anche la Casa del Popolo cessa la sua funzione culturale e sociale per cui era stata costruita con immensi sacrifici e viene assorbita dal nuovo potere politico; anche il teatro Verdi subisce una inevitabile decadenza. | |
Il Verdi è comunque affollato quando si esibiscono due gruppi buscoldesi prestigiosi che è doveroso ricordare: lOrchestra (da ballo) Littorio che negli anni trenta fa impazzire i giovani provenienti da ogni parte della provincia con i virtuosismi di FRIGNANI Wander (violino e sax tenore), ZAMBONI Wolmer detto Tirincheti (contrabbasso), ROSSINI Giuseppe (violino e sax contralto), PEVERADA Amedeo e MINARI Dialma (violino), SIGNORINI Umberto e BURATTI Danilo di S.Lorenzo (fisarmonica) e negli anni quaranta la Compagnia teatrale San Marco con un cast composto da CIRELLI Enea, DALLOGLIO Antigio, ALTEMANI Vittorio, EBBI Remo, TRIPPINI Rosa, MAGNANI Nia, FRIGNANI Nelly; primo attore nonché regista BINA Aldo detto Gamela. | |
Durante il secondo conflitto mondiale il palco e i locali circostanti vengono utilizzati come aule scolastiche delle elementari, la sala come magazzino di patate e di vari generi alimentari degli occupanti tedeschi. | |
Con la Liberazione il Verdi si riappropria del suo ruolo centrale di cultura e aggregazione del paese. Si esibiscono orchestre prestigiose come lorchestra Coda di Milano, compagnie di operette di fama nazionale, i fratelli Clerici di Parma, reduci dai successi sui palcoscenici di Milano, con commedie e spettacoli in dialetto parmigiano. Nel 1947 i proprietari fratelli Bertolini vendono il Teatro, il forno ed i locali della trattoria ed alloggio ai fratelli Rinaldo e Dante Pantani che gestiscono direttamente cinema e sala da ballo fino al 1950 quando la gestione del cinema Verdi passa prima a Ennio Madella (larluièr) ed in seguito a Rino Carli (al cinèr). Memorabili le veglie studentesche dal 58 in poi nel periodo invernale gestite dagli studenti buscoldesi così come la tradizionale veglia delle viole in febbraio, veri eventi per tutta la provincia. |
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Negli anni settanta il Verdi ospita ben sette edizioni della
Rassegna Interregionale del Teatro Dialettale, manifestazione finanziata
dalla Regione Lombardia di assoluto valore artistico che riscuote meritata
fama e notevole interesse da parte dei mezzi di informazione.
Iginio Bottani |